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Ambito sociale, Passarelli attacca Forte: «La disabilità non può aspettare»

CAMPOBASSO. Un duro attacco alla gestione dell'Ambito territoriale sociale del Medio Molise e alla presidente del Comitato dei sindaci, Marialuisa Forte. Stefania Passarelli, consigliera regionale delegata alle Politiche sociali, denuncia la mancata liquidazione del Fondo per la non autosufficienza ai cittadini aventi diritto e sollecita un intervento immediato dei primi cittadini.

«È a dir poco vergognoso», afferma Passarelli, sostenendo che nell'Ats Medio Molise i beneficiari siano ancora in attesa delle somme, mentre gli Ambiti del Basso e dell'Alto Molise avrebbero già effettuato i pagamenti da tempo.

La consigliera chiama direttamente in causa Forte, sindaca di Campobasso e presidente del Comitato, chiedendo quali iniziative stia assumendo per risolvere una situazione che definisce ormai annosa.

A rendere più aspra la polemica è il riferimento a una diffida che, secondo quanto riferisce Passarelli, il segretario comunale avrebbe indirizzato alla Regione per ottenere il trasferimento delle risorse necessarie a garantire le spettanze del coordinatore dell'Ambito. La delegata regionale contrappone questa iniziativa all'attesa delle persone con disabilità, che a suo giudizio continuano a subire le conseguenze di ritardi, inefficienze ed errori burocratici.

Da qui la richiesta di convocare con urgenza il Comitato dei sindaci, affrontare il problema dei pagamenti e verificare più attentamente l'operato della struttura di gestione dell'Ats.

Passarelli rivendica inoltre l'impegno finanziario della Regione, che, afferma, ha stanziato per le politiche sociali «risorse senza precedenti». Ritiene quindi inaccettabile che difficoltà gestionali o ostacoli burocratici rallentino procedure con effetti diretti sulla vita delle persone più fragili.

L'appello è rivolto a tutti i sindaci appartenenti all'Ambito: la consigliera li invita a far sentire la propria voce e a esercitare le prerogative del loro ruolo, nell'interesse dei cittadini e delle famiglie che attendono risposte.

«La disabilità non può aspettare», insiste Passarelli. E conclude riportando l'attenzione sulle conseguenze concrete dei ritardi: «Dietro ogni pratica non c'è un numero, ma una persona. E le persone non possono aspettare».


fonte: PRIMOPIANOMOLISE

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