Il loro obiettivo principale è prevenire il ripetersi della violenza, intervenendo sulle cause dei comportamenti violenti, promuovendo l’assunzione di responsabilità e favorendo un cambiamento concreto e duraturo.
Cosa fanno
- Colloqui individuali con psicologi, educatori e operatori specializzati.
- Percorsi di gruppo con altri partecipanti.
- Valutazione del rischio di reiterazione dei comportamenti violenti.
- Interventi psicoeducativi sulla gestione della rabbia, delle emozioni e dei conflitti.
- Percorsi di responsabilizzazione personale, contrastando giustificazioni, minimizzazioni e negazione della violenza.
- Collaborazione, quando prevista, con i servizi sociali, l’autorità giudiziaria e i Centri Antiviolenza.
A chi sono rivolti
- Uomini inviati dal Tribunale, dalla Procura o da altri organismi dell’autorità giudiziaria.
- Uomini segnalati o indirizzati dai servizi sociali e sociosanitari.
- Uomini che scelgono spontaneamente di chiedere aiuto perché riconoscono comportamenti violenti o il rischio di metterli in atto.
Come funziona il percorso
Ogni intervento viene definito sulla base della situazione personale e del livello di rischio rilevato.
- Primo colloquio Accoglienza, ascolto e valutazione iniziale della situazione.
- Percorso personalizzato Definizione degli obiettivi e delle modalità di intervento più appropriate.
- Incontri specialistici Partecipazione a incontri individuali e/o di gruppo condotti da operatori qualificati.
- Verifica dei progressi Monitoraggio periodico dell’andamento del percorso e dei risultati raggiunti.
Durata del percorso: varia in base alla situazione individuale. Molti programmi si sviluppano nell’arco di 6-12 mesi o possono prevedere una durata superiore.